Accessori e abbigliamento per il parkour, la corsa urbana ad ostacoli

Gonfiabili per allenarsi, pantaloni e e maglie elasticizzati per garantire massima libertà di movimento durante gli allenamenti di parkour

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LE ORIGINI DEL PARKOUR

Il parkour è una disciplina sportiva nata in Francia a metà degli anni ‘80. Consiste nell'abilità di compiere un percorso stabilito superando qualsiasi genere di ostacolo in maniera veloce ed efficiente.

Gli atleti di parkour, chiamati tracciatori, si spostano generalmente in un ambiente complesso, adattando i propri movimenti all’ambiente circostante, naturale o urbano che sia, senza supporti di nessun tipo nel modo più veloce ed efficiente possibile. Il parkour include corsa, arrampicata, oscillazione, volteggio, salto, rotolamento, quadrupedia e altri movimenti ritenuti più adatti alla situazione.

STORIA DEL PARKOUR

Il particolare nome di questa disciplina, parkour appunto, è un neologismo ottenuto mettendo la lettera “kappa” nella parola francese “parcours” che significa percorso. Questa disciplina nasce dall’idea di due ragazzi francesi, David Belle e Sebastien Foucan che negli anni ’90 a Lisse, un sobborgo di Parigi, cominciarono a praticare le tecniche apprese giocando da bambini nei boschi della campagna francese: corse, salti, atterraggi.

Per vedere questo sport diffondersi anche in Italia, bisognerà attendere il 2005. Infatti, è proprio in questi che anni che grazie a siti minori di rilevanza locale iniziano a crearsi i primi incontri tra tracciatori, nonché i praticanti di questa disciplina. La realtà vuole che questo sia uno sport capace di rendere protagonisti i valori come il rispetto, la conoscenza dei propri limiti, la forza per poter affrontare i piccoli o grandi ostacoli che la vita pone davanti al cammino di ogni essere umano.

I PRINCIPALI MOVIMENTI DEL PARKOUR

In realtà non esiste una vera e propria lista di movimenti predefiniti nel parkour, ma è possibile distinguere una serie di esecuzioni base e riconosciuti da tutti i suoi praticanti.

Cat leap: posizione, spesso preceduta da un salto, in cui ci si aggrappa alla cima di un muro con entrambe le mani, e almeno con uno dei piedi, sulla sua superficie.

Dyno: movimento presente anche nell'arrampicata, partendo da una posizione di Cat leap, si proiettano entrambe le mani verso l'alto, per afferrare un appiglio e salire.

Climb up: un metodo per salire su un ostacolo efficacemente, partendo da una posizione di Cat leap.

Pop up: movimento simile al climb up, ma eseguito su ostacoli più bassi e in velocità.

Cat leap to Cat leap: movimento da parete a parete.

Seat lap: movimento per andare da una parete a un tetto.

I volteggi, invece, sono movimenti il cui scopo è generalmente di superare l'ostacolo con le proprie agilità.

Kong vault: un volteggio di base, nel quale il tracciatore appoggia entrambe le mani sull'ostacolo e fa passare le gambe nel mezzo.

Step vault: un volteggio di base che consiste nel superare l'ostacolo appoggiando un braccio e la gamba opposta su di esso e si fa passare la gamba interna nel mezzo per garantire la massima sicurezza possibile (spesso è il primo che i praticanti apprendono).

Lazy vault: un volteggio dove la mano più vicina all'ostacolo viene appoggiata su di esso e spinge il corpo più in alto possibile, per poter passare entrambe le gambe oltre. Quando sono passate, l'altra mano si appoggia sull'ostacolo e aiuta a spingersi via.

Speed vault: un volteggio eseguito in corsa durante il quale si effettua un salto, portandosi in orizzontale parallelamente all'ostacolo e poi, quando si è prossimi a esso, si appoggia una mano per aiutarsi a riprendere la posizione verticale.

UNA PRATICA ADATTA A TUTTI

Nell’immaginario collettivo il parkour è una pratica che richiede una grande forza fisica e una certa dose di spericolatezza data dalle evoluzioni che spesso vediamo nei video postati online.

In realtà le stupefacenti acrobazie che vediamo sul web e nei video di YouTube, non sono che la punta di un iceberg di uno sport che può essere utile per la costruzione di un corpo sano e forte anche per i bambini. Insomma il Parkour è uno sport per tutte le età.

Con  bambini si inizia con un approccio psicomotorio garantito da esercizi di coordinazione, di percezione e conoscenza del proprio corpo, ma anche di aggiustamento posturale e di equilibrio attraverso il gioco. Inoltre nei corsi dedicati ai bambini ci si sofferma molto sulla differenza tra pericolo e rischio e si insegna a gestire le varie situazioni che un praticante è chiamato ad affrontare.

Tra i dieci e i quattordici anni il Parkour viene scoperto attraverso piccole sfide, sia fisiche che di movimento, per preparare i ragazzi a padroneggiare il loro corpo e ad apprendere volteggi e scavalcamenti.

L’ABBIGLIAMENTO ADATTO AL PARKOUR

Quando si pratica parkour è importante vestirsi comodi in modo da non intralciare i movimenti complessi di questa disciplina.

Le magliette e le felpe devono essere morbide e possibilmente traspiranti vista l’intensità degli esercizi. Ottimo sarebbe anche avere tessuti elasticizzati.

I jeans non sono consigliati perché troppo rigidi. Per la parte inferiore meglio optare per pantaloni della tuta che assecondano maggiormente le evoluzioni e i salti senza interferire con le prestazioni.

Per i principianti potrebbero essere necessari dei guanti leggeri per evitare, almeno le prime volte, tagli e abrasioni.

Le scarpe devono assicurare una buona aderenza e una buona ammortizzazione. Una scarpa con una suola piatta di qualità e con meno gomma possibile è preferibile, dal momento che le piccole protuberanze di gomma, come la maggior parte delle scarpe da ginnastica, si consumerebbero rapidamente durante l'allenamento.

FAQ:

IN CHE COSA CONSISTE IL PARKOUR?

Il parkour è una disciplina che prevede un percorso in ambito naturale o urbano con il superamento di vari tipi di ostacoli grazie a salti, avvitamenti, scalate o volteggi. I movimenti devono essere i più efficaci possibili in funzione del terreno e delle difficoltà da superare.

COME CI SI ALLENA PER IL PARKOUR?

Occorre rafforzare la propria muscolatura soprattutto con esercizi in cui si sfrutta il peso del proprio corpo ( squat, addominali, sollevamenti…).

Anche la corsa è fondamentale per aumentare la resistenza. Inoltre lo stretching può essere un valido aiuto per prevenire infortuni e migliorare la flessibilità. 

DOVE E’ NATO IL PARKOUR?

Questa disciplina nasce dall’idea di due ragazzi francesi, David Belle e Sebastien Foucan che negli anni ’90 a Lisse, un sobborgo di Parigi, cominciarono a praticare le tecniche apprese giocando da bambini nei boschi della campagna francese: corse, salti, atterraggi.

QUALI SONO I MOVIMENTI PRINCIPALI DEL PARKOUR?

Il parkour è una disciplina libera ma i praticanti hanno con il tempo identificato dei movimenti base tra cui:

  • cat leap
  • dyno
  • climb up
  • pop up
  • cat leap to cat leap
  • kong vault
  • step vault
  • lazy vault
  • speed vault

COSA OCCORRE PER PRATICARE PARKOUR?

Per fare parkour servono pochi capi ben studiati:

  • t-shirt comoda e traspirante
  • felpa morbida e elastica per seguire i movimenti
  • pantaloni morbidi che calzano senza scendere
  • scarpe ben ammortizzate e con suola morbida
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