Pesca a eging

Pesca a seppie e calamari

La pesca ad eging è una tecnica di pesca mirata alla cattura di seppie, calamari e polpi che sta diventando sempre più popolare nel nostro paese. Questi cefalopodi possono essere pescati tutto l'anno, sia da riva che dalla barca di notte come di giorno.

Come scegliere
EGING: una pesca piena di sorprese!
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LA PESCA DEI CEFALOPODI O EGING

Negli ultimi anni la pesca dei cefalopodi è diventata una delle attività preferite dai pescatori sportivi che praticano la pesca in mare. Come tutti i tipi di pesca anche quella di seppie e calamari, se fatta senza le giuste conoscenze tecniche e ambientali, può essere piuttosto complicata. Sovente molti principianti della pesca si approcciano a queste prede pensando che siano poco intelligenti e perciò facili da catturare.

QUANDO E DOVE PRATICARE LA PESCA AD EGING?

Contrariamente a quanto si possa credere, seppie e calamari sono presenti nei mari italiani durante tutto l’anno. Quello che conta è che le loro abitudini sono differenti a seconda del periodo dell’anno, della temperatura dell’acqua e della tipologia di fondale.Durante il giorno, la loro vita si svolge prevalentemente su fondali profondi dove mimetizzandosi sono pronti a dare la caccia a piccoli pesci. Durante la notte invece sono soliti spostarsi a profondità minori alla ricerca di pesce foraggio. A seconda della zona, in autunno ed in primavera seppie e calamari sono soliti avvicinarsi alla costa, distribuendosi intorno alle secche, tra le prateria di posidonia, oppure lungo le coste rocciose.Un’ottimo spot sono anche le dighe dei porti o i pontili che si allungano in mare, specie se dotati di illuminazione artificiale che attira i piccoli pesci e di conseguenza i calamari. Questo periodo è ottimale, rispetto a quello estivo dove oltre a una minore presenza di questi animali si aggiunge la difficoltà di individuarli ad alte profondità.

CONOSCIAMO MEGLIO IL CALAMARO

Il calamaro è un mollusco carnivoro che appartiene alla classe dei cefalopodi. Esistono numerose specie di calamari, differenti soprattutto per dimensioni: quello diffuso maggiormente nelle acque italiane prende il solitamente ha delle dimensioni che vanno dai 30 ai 45 centimetri. Il corpo del calamaro, infatti, è lungo e affusolato. Intorno alla bocca possiede dieci braccia munite di ventose, due delle quali, dette tentacoli, sono più lunghe e presentano ventose solo alle estremità. I tentacoli sono utilizzati per colpire la preda che, una volta afferrata, viene passata alle braccia e portata alla bocca. Quest’ultima è dotata di due forti mandibole di forma simile a quella del becco di unuccello.A differenza dei molluschi bivalvi, che sono dotati di una vera e propria conchiglia, nel calamaro questa è ridotta a una piastra sottile, detta gladio, inclusa nello spessore del mantello. Questo mollusco nuota in modo efficiente, con un sistema di propulsione basato sulla rapida espulsione dell’acqua attraverso un imbuto, detto sifone, situato nella cavità corporea. Questo può essere spostato in diverse direzioni, permettendogli di orientare il movimento. Un paio di pinne ai lati del corpo contribuiscono alla stabilizzazione in acqua. Infine nella cavità del mantello si trova la ghiandola dell’inchiostro, tipica di tutti i cefalopodi dibranchiati, che secerne una sostanza scura utilizzata utile adisorientare i predatori in caso di pericolo.

LA TECNICA DELL’EGING

La tecnica di pesca ai cefalopodi attualmente più diffusa è l’eging. Questa tecnica di pesca attualmente è in fortissima ascesa sullecoste italiane ed europee. Nata in Giappone, questa disciplina presenta notevoli punti di forza come la semplicità, l’efficacia in termini di catture, la possibilità di praticarla da riva e ultimo, ma non meno importante, la capacità di far divertire chi la pratica.

Tradizionalmente, la pesca dei cefalopodi sulle nostre coste avveniva quasi esclusivamente dalla barca, con l’utilizzo di tecniche differenti. La diffusione dell’eging al contrario, consente anche a chi non è munito di un’imbarcazione, di poter acquistare praticare questa pesca anche da riva con ottime chance di successo.

QUALE ATTREZZATURA UTILIZZARE PER L’EGING?

Nel’eging si utilizza un’esca artificiale chiamata appunto egi, conosciute anche con il nome di “totanare”. Queste riproducono perfettamente le sembianze di gamberetti o piccoli pesci. In testa sono munite di un piombo che permette loro di affondare più o meno a seconda delle esigenze. L’egi, nella tipologia più comune e venduta, è dotato all’estremità di una doppia corona di uncini senza ardiglione, ideati per agganciare i tentacoli dei calamari. Gli egi si possono trovare sul mercato sia nella versione senza piombo che zavorrati con diverse dimensioni (1.50 - 2.00 - 2.50 - 3.00 - 3.50) a seconda delle profondità che si desiderano raggiungere. Alcuni egi sono fluorescenti ed è possibile dargli una lieve luminescenza grazie ad unalampada da testa o di una torcia a raggi UV. Quest’ultima alternativa è la migliore poiché consente di ricaricare l’esca molto più velocemente. È stato notato, infine, che gli egi con colorazione fluorescente hanno unpotere catturante notevole essendo il calamaro fortemente attratto dalla luce.

CANNE, MULINELLI E FILI PER LA PESCA AD EGING

Per iniziare questa tecnica è necessaria un'attrezzatura semplice e affidabile per divertirsi e per catturare i tui primi cefalopodi, perciò anche un set come il nostro UKIYO-100 230 sarà ideale. Esistono anche delle canne specificatamente ideate per la pratica dell’eging. Queste canne sono munite di un cimino sensibile che ti permetteranno di percepire l’attacco del cefalopode e con un’azione morbida che gli impediranno di slamarsi durante il recupero. La lunghezza di queste canne è di circa 2,10 m e 2,40 m per la pesca da riva o da barca. Per la pesca a eging la taglia perfetta del mulinello è un 2000 o 3000, un ottimo compromesso tra peso e capacità di filo, ma dotato di una frizionemorbida per un sicuro recupero della preda. Per trasmettere al meglio le sensazioni nell'azione di pesca, scegliete un trecciato sottiletra la misura 0,08 e 0,15. Per avere un minimo di elasticità, montate un terminale in fluorocarbon di diametro tra 0,25 e 0,35. Il terminale in fluorocarbon inoltre, grazie alla sua invisibilità, ti aiuterà a catturare più prede perché come è noto il calamaro ha un’ottima vista!

QUALE EGI SCEGLIERE?

Esistono molti tipi di totanare, vediamo quali sono quelle più comuni:

TOTANARE PIOMBATE o “EGI SUTTE”

Queste esche artificiali possono essere lanciate a una grande distanza per pescare sia dalla riva che dalla barca. Sono molto efficaci per pescare vicino al fondo o a mezz’acqua.

TOTANARE GALLEGGIANTI o “TOTO SUTTE”

Queste esche artificiali sono utilizzate su montature a braccioli. Possono essere montati in aggiunta a un'escapiombata.

QUALI SONO I COLORI MIGLIORI PER LE TOTANARE?

Per la scelta dei colori, il principio è semplice:

- colore naturale per pescare in pieno giorno quando l'acqua è limpida.

- colore arancio o rosa per pescare di notte o in acque non limpide.

Non esitare a cambiare spesso il colore delle tue totanare durante una battuta di pesca fino a trovare quello più efficace in quel preciso momento. Molte delle totanare in commercio sono fosforescenti perciò ogni due o tre lanci puo “caricare” la totanara con una luce frontale a led oppure con una lampada UV, come la nostra lampada frontale. Di notte, se le tocche sono poche, puoi montare una starlight sul filo con una guaina in silicone aumentando così l'efficacia della totanara.

QUALE MISURA SCEGLIERE?

La misura delle esche artificiali per cefalopodi varia generalmente da 3 a 20cm secondo i modelli. La taglia è espressa in EGI, un’unitàmisura giapponese. Le misure piccole (1,5/1,8/2,0) sono adatte per la pesca seppie e calamari di piccole dimensioni mentre quelle più grandi (2,5 - 4,0) sono più indicate in presenza di cefalopodi di buone dimensioni. Scegli la misura della tua totanare ai base all’attività delle prede e alla dimensione media del foraggio presente in zona.

L’AZIONE DI PESCA AD EGING

Scelta la zona di pesca, si procede con il lancio dell’egi, che si lascia affondare alla profondità desiderata. Se l’intenzione è di pescare in prossimità del fondo, si percepirà di averlo raggiunto quando la lenza cesserà di essere tirata giù dall’esca che affonda. A questo punto inizia la fase di animazione dell’esca, fase determinante nella riuscita della pesca. L’eging tradizionale prevede una serie di due o tre ampie animazioni con la canna, seguite da un periodo di pausa. Questa operazione permetterà di simulare il movimento delle prede dei calamari e renderà le esche piùallettanti per i cefalopodi. Gli attacchi avverranno principalmente nel momento in cui l’egi si fermerà e il momento dell’aggressione sarà inconfondibile e delicatissimo. Questo sarà il momento di ferrare e di recuperare la lenza con il mulinello in modo lento ma continuo. In questi momenti, la corretta taratura della frizione e la giusta elasticità della canna saranno d’aiuto. Difatti uno recupero troppo veloce o una frazione troppo chiusa rischierebbero di rompere i delicati tentacoli del calamaro e, quindi, di far scappare la preda. Allo stesso tempo, una tensione non costante, vista la mancanza di ardiglioni delle corone di aghi della totanare, porterebbe la preda a liberarsi facilmente. A questo punto, con l’ausilio di un guadino potrai facilemente salpare la tua preda e fai attenzione agli spruzzi!

LA PESCA AD EGING DALLA BARCA

Fin dai primordi la pesca a eging è stata una disciplina praticata sulla barca per insidiare i cefalopodi. Per poterla effettuare dal un natante ti sarà utile una canna più corta e potente di quelle impiegate dalla riva. Non dovrai far altro che calare la totanara finché non tocca il fondo. Dopodiché agendo sulla canna con un movimento verticale, solleverai ripetutamente gli artificiali dal fondo imitando i piccoli molluschi e crostacei di cui si cibano. Infatti, il moto dell’esca deve andare a zig zag, alternando movimenti morbidi e verticali. Ciò garantisce unamaggiore profondità e stabilità dell’esca in corrente. Questa tecnica prende il nome di TATAKI ed è estremamente efficace anche inperiodi dell’anno dove solitamente è molto complicato fare delle catture continue. Per individuare i banchi di calamari ti sarà molto utile l’utilizzo di un ecoscandaglio anche se in linea di massima zone di forte corrente e fondale misto sono le più proficue per questa tecnica.

L’EGING ALLA SEPPIA

La seppia è un animale curioso e variegato, caratterizzato da piccole braccia e appendici poste sulla parte anteriore del mollusco. Sono molto comuni nel Mediterraneo e di norma frequentano fondali sabbiosi e rocciosi a basse profondità, sebbene siano pescati anche a profondità maggiori. La pesca all’eging della seppia inizia di notte o in giornate dove c’è poca luce, l’importante è fare tutto con lentezza. Dobbiamo effettuare delle animazioni dell’esca in successione, ma senza strattonare e alternando i movimenti della canna a piccole pause. Ciò andrà ad imitare il movimento dei gamberi o delle altre prede di cui si cibano. Cerca sempre di tenere il più possibile il contatto con ilfondo in quanto la seppia, a differenza del calamaro, si ciba prevalentemente a ridosso del fondale. Per aiutarti puoi aggiungereanche un piombino munito di girella al moschettone in modo da contrastare la corrente o il moto ondoso.

L’EGING AI POLPI ED AI MOSCARDINI

I pescatori giapponesi hanno elaborato una tecnica anche per la cattura di polpi e moscardini. Questi animali sono soliti muoversi sui fondali sabbiosi nelle prime ore del mattino oppure di notte per andare alla ricerca delle prede di cui si cibano. Come per la seppia, dovrai utilizzare delle totanare fortemente piombate per mantenere sempre in diretto contatto con il fondo. Inoltre dovrai utilizzare delle canne e dei mulinelli più potenti per sollevarli rapidamente dal fondo per impedire che possano trovare un rifugio ed intanarsi. Alcuni pescatori sono soliti modificare i propri egi andando a sostituire i cestelli di aghi con dei grossi ami muniti di ardiglione e rivolti verso la schiena dell’artificialeper ridurre gli incagli e aumentare la presa sui tentacoli delle prede.

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