Accessori costruzione travi

Accessori montaggio surfcasting

Ogni battuta di pesca richiede un terminale specifico perciò molti pescatori preferiscono realizzarsi da soli i propri travi. In questa sezione potrai trovare perline, snodi, guaine, colla e girelle per realizzare le tue montature ed una vasta scelta di ami, dagli aberdeen ai beak, per preparare i tuoi terminali.

Come scegliere
COME SCEGLIERE L'AMO DA SURFCASTING IN BASE ALLA TUA ESCA?
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ACCESSORI DI MONTAGGIO PER TRAVI E TERMINALI DA SURFCASTING

Come sappiamo il mondo della pesca in mare è in continua evoluzione e perciò il surfcasting di oggi si discosta molto da quello di un tempo nato sulle lunghe spiagge inglesi imbiancate dalle onde dell’oceano Atlantico. Sebbene ne abbia mantenuto i caratteri di fondo, come l’utilizzo del trave, i pescatori delle varie nazioni in cui questa tecnica si è diffusa hanno inventato e riadattato i travi ed i terminali classici alle specificità delle loro coste e delle loro prede. Questo è avvenuto anche in Italia, dove la presenza di un mare meno forte dell’oceano,  la presenza di specie più sospettose e non ultima la spinta dell’agonismo, si utilizzano travi e terminali unici e pensati per le nostre spiagge.

CHE COS’E’ UN TRAVE?

Il trave è la “montatura” della pesca a surfcasting. Non è altro che uno spezzone di lenza sul quale si costruisce il calamento che svolgerà l'azione di pesca. Il suo utilizzo è molto semplice e pratico: ogni trave è dotato di un capocorda che si può realizzare con una girella o asola attraverso la quale è possibile collegare lo sgancio rapido o moschettone, posto sul nostro shock leader (di cui parleremo in seguito).In passato la concezione dei travi di surf casting era diversa da quella dei giorni nostri. Le battute di pesca si praticavano con mare molto mosso e forti condizioni di vento. Il trave veniva costruito con diametri a partire dallo 0.50 ad arrivare al 0.70 e con terminali dallo 0.30 ad arrivare al 0.40. Gli ami utilizzati erano molto “generosi” per la tipologia di esca che veniva adottata: cannolicchio, filetto di muggine, la sardina, il paguro, filetto di seppia e filetto di calamaro. Il trave per eccellenza, utilizzato ancora oggi, era il classico Pater Noster. La sua lunghezza varia da 1mt a 1,50 mt per le parature classiche da turbolenza, a cui verranno legati due terminali di lunghezza compresa tra 20 e 50 cm. Oggi la concezione dei travi si è evoluta e può considerarsi l’ABC della pesca agonistica. I pescatori hanno cambiato totalmente l’assetto pescante prediligendo diametri molto sottili e prestando molta attenzione agli aspetti tecnici della pesca.

Le travi adottati variano dallo 0.25 allo 0.30 per la pesca nel sottoriva e nella corta distanza con mare calmo e con braccioli molto sottili che vanno da un 1mt fino a 2mt e variano dallo 0.14 fino allo 0.20.

Per condizioni di moto ondoso formato e per raggiungere le lunghe distanze si utilizzano travi da 0.40 a 0.60 e braccioli che vanno da 0.18 a 0.40.

COME SI COSTRUISCE UN TRAVE?

Il trave da pesca si crea con uno spezzone di nylon che può variare da 50 cm ad arrivare a 3 mt. In cima al nostro trave, chiamato capocorda possiamo costruire un’asola o inserire una girella. A seguire troveremo gli snodi che possono variare da uno a massimo tre snodi e una girella finale con moschettone, dove verrà attaccato il piombo ad occhiello.

CHE FILO UTILIZZARE PER REALIZZARE I TRAVI?

Per la costruzione del trave da pesca si raccomanda l’impiego di un filo di colore rigorosamente neutro. Il nylon garantisce una certa elasticità utile a scaricare lo stress dovuto alla forza trasmessa al filo dai nostri ripetuti lanci. Il fluorocarbon essendo rigido favorisce il raggiungimento di qualche metro in più sul lancio.

COME SI COSTRUISCE UNO SNODO?

Lo snodo è quella parte del trave da cui parte il bracciolo con l’amo. In ambito agonistico vengono utilizzati da 2 a 3 snodi per aumentare le possibilità di catture multiple. Ci sono poi situazioni estreme in cui si utilizza un minitrave con un singolo bracciolo per raggiungere distanze maggiori e diminuendo l'attrito in volo dei molteplici braccioli.

Uno snodo ben fatto prevede l’impiego di una girella posizionata tra due perline incollate oppure fermate da:

  • due stopper in gomma;
  • due stopper in filo;
  • due nodi fatti con la lenza del trave stesso chiamato nodo portoghese (il nodo portoghese viene utilizzato nei travi usati sporadicamente realizzati in spiaggia per una singola pescata).

La scelta è del tutto soggettiva in relazione a come preferisce il pescatore. Inoltre, la distanza tra gli snodi non deve essere troppo larga ma nemmeno troppo stretta: un giusto compromesso potrà permettere alla girella di ruotare su se stessa in maniera del tutto libera.

QUALE AMO USARE PER IL SURFCASTING?

Data la grande varietà di prede ricercate nel surfcasting e il vasto assortimento di esche vive e morte con cui è possibile catturarlo è difficile dire quale sia l’amo perfetto per il surfcasting. 

Per fare chiarezza sull’argomento occorre iniziare con una panoramica dei tipi di amo più utilizzati:

  • ABERDEEN: amo a gambo lungo, con occhiello, in genere a curva dritta e tonda. La sua leggerezza permette di ottenere finali molto mobili. Viene utilizzato in prevalenza con gli anellidi, e nelle misure più grandi (dall'1/0 in su) anche per il filetto di sardina e il cannollicchio. Il suo filo sottile sconsiglia il suo utilizzo nella pesca all'orata e ai pesci dal palato robusto.
  • BEACK: amo a curva tonda,gambo corto, è forse il più utilizzato, a filo più o meno robusto. Adatto a tutte le esche del surf,dai bivalvi a i crostacei a i vermi,alle strisce e ai tranci,al vivo. La sua robustezza si traduce in peso,quindi non è tra gli ami più leggeri, ma proprio per la sua robustezza è indicato per le grosse orate ( ideale per l'innesco del granchio e i murici), saraghi e gronghi.
  • O'SHAUGHNESSY: amo in acciaio dal filo medio, gambo medio-lungo e punta rivolta all'esterno della curva, usato in varie tecniche di pesca in mare, ottimo per l'innesco del vivo, di tranci di pesce e cefalopodi.E' un amo che trova il suo impiego ideale nella pesca a predatori con apparato boccale duro e che attaccano in velocità.

Come abbiamo visto per ogni preda, ma soprattutto per ogni tipo di esca, richiede un amo specifico ed è questo il motivo per cui ogni buon surfcastman deve avere nel suo zaino o cassone da surfcasting una vasta gamma di terminali già legati con diversi tipi di ami per essere pronto ad ogni evenienza.

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