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Giacche softshell, cosa sono davvero e perché non dovrebbero mai mancare nello zaino da trekking

Il termine softshell identifica una categoria di capi tecnici a metà strada tra un midlayer isolante e un hardshell impermeabile. A differenza dei gusci rigidi, il softshell impiega un tessuto elastico — spesso in poliestere o poliammide con membrana antivento laminata — che garantisce libertà di movimento superiore. Questa struttura lo rende il capo preferito da chi pratica escursionismo dinamico, dove la traspirazione è intensa e serve un guscio capace di evacuare umidità rapidamente.

In pratica, una softshell uomo trekking funziona come strato esterno nelle mezze stagioni e come strato intermedio sotto un hardshell in condizioni più severe. La resistenza all'acqua, misurata in colonna d'acqua, si attesta generalmente tra 5.000 e 10.000 mm: sufficiente per pioggia leggera e neve secca, ma non per precipitazioni prolungate. Abbinando dei pile e maglioni uomo come strato termico e un guscio impermeabile nello zaino, copri l'intera gamma di condizioni meteorologiche che un sentiero può riservare.

Softshell trekking: membrane, strati e costruzione del tessuto

La qualità di un softshell dipende in larga parte dalla membrana interna. Nei modelli Forclaz, la tecnologia Windwarm combina uno strato esterno in tessuto ripstop con una membrana antivento e un interno spazzolato che trattiene calore. Il risultato è un capo con peso contenuto — spesso sotto i 500 g — che blocca raffiche fino a 50-60 km/h mantenendo un'elevata traspirabilità, misurata in RET (Resistance to Evaporative heat Transfer) inferiore a 12.

Simond propone la linea MT500 WIND con membrana Awps, pensata per alpinismo e vie ferrate dove il contatto con roccia richiede tessuti più resistenti all'abrasione. I modelli a 3 strati laminano la membrana tra fodera e tessuto esterno, eliminando lo sfregamento interno e migliorando la durata complessiva. Per uscite meno tecniche, un softshell a 2 strati con fodera in microfleece offre un buon compromesso tra calore e leggerezza, ideale per sentieri fino a media quota.

Softshell uomo invernale o tre stagioni: quale spessore per ogni quota

La scelta tra un modello invernale e uno tre stagioni dipende dalla quota operativa e dal livello di attività. Sopra i 2.000 m, quando le temperature scendono stabilmente sotto lo zero, serve un softshell con interno termico spazzolato e grammatura del tessuto superiore a 300 g/m²: i modelli Quechua MH900 e Regatta Kielder Hybrid rispondono bene a queste esigenze, combinando pannelli isolanti e zone elastiche ad alta traspirabilità.

Per escursioni primaverili o autunnali a bassa e media quota, un softshell leggero — grammatura intorno a 200 g/m², senza fodera termica — permette di muoversi senza surriscaldamento. In queste condizioni il capo lavora come strato esterno unico, e la membrana antivento è sufficiente a contrastare le correnti tipiche dei fondovalle e dei crinali esposti.

Un buon indicatore è la temperatura percepita: sotto i 5 °C conviene optare per la versione foderata, sopra si può preferire la leggerezza. Completa il kit con le giuste giacche uomo impermeabili per i giorni di pioggia battente.

Giacca antivento Decathlon: tecnologie Windwarm e membrane Awps a confronto

Decathlon sviluppa internamente due famiglie principali di membrane per i propri softshell. La Windwarm, presente nei capi Forclaz, è progettata per trekking prolungato: la membrana blocca il vento e offre una resistenza all'acqua di circa 5.000 mm di colonna d'acqua, sufficiente per brevi rovesci. Il tessuto esterno in poliestere ripstop resiste a strappi e abrasioni da zaino, mentre l'interno in pile leggero aggiunge isolamento senza peso eccessivo.

La membrana Awps di Simond, invece, è calibrata per attività alpinistiche ad alto impatto. Offre una permeabilità al vapore superiore — valore RET sotto 9 — e una resistenza all'abrasione più elevata, pensata per il contatto costante con imbragature e roccia.

In termini pratici, chi affronta sentieri di trekking escursionistico troverà nella Windwarm il miglior rapporto versatilità-comfort, mentre chi si spinge su vie ferrate e creste esposte apprezzerà la robustezza della linea Awps. Anche i gilet antivento, come il Simond MT500 WIND, sfruttano queste membrane per proteggere il core senza limitare la mobilità delle braccia.

Softshell uomo Decathlon: guida alla vestibilità e alla cura del capo

La vestibilità di un softshell incide direttamente sulla performance termica e sul comfort durante il cammino. Un taglio troppo aderente limita il layering sottostante, mentre un fit troppo ampio crea sacche d'aria che disperdono calore. I modelli Forclaz e Quechua adottano generalmente un taglio regolare che consente di indossare un baselayer e un midlayer senza costrizioni. Per chi ha spalle larghe o busto lungo, vale la pena provare i capi Regatta o Dare 2B, che propongono fit leggermente più generosi nella zona del torace.

Per il lavaggio, la regola fondamentale è evitare l'ammorbidente: le sue molecole occludono i micropori della membrana, riducendo traspirabilità e resistenza all'acqua. Lava a 30 °C con detersivo liquido delicato, centrifuga a basso regime e asciuga all'aria. Ogni 15-20 lavaggi, applica un trattamento DWR (Durable Water Repellent) spray per ripristinare l'idrorepellenza del tessuto esterno.

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