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Il bodysurf è davvero surf senza tavola o c'è molto di più dietro questa disciplina?

Il bodysurf elimina ogni barriera tra rider e oceano. A differenza del surf tradizionale, qui non esiste tavola: il corpo diventa esso stesso veicolo di planata, sfruttando la spinta dell'onda con una tecnica che richiede tempismo, posizione e lettura del mare. Questa disciplina sviluppa una sensibilità idrodinamica che molti surfisti professionisti praticano come allenamento complementare per migliorare il proprio timing sul take-off.

La libertà di movimento è totale: puoi cambiare direzione istantaneamente, immergerti sotto la schiuma, riemergere e riprendere la planata. Le pinne specifiche per questa pratica offrono una propulsione calibrata che permette di entrare nell'onda con anticipo, posizionandosi nel punto esatto dove la parete inizia a frangere. I modelli come le Churchill Makapuu o le POD PF3 EVO garantiscono spinta progressiva senza affaticare eccessivamente caviglie e polpacci.

Handplane bodysurf: come amplifica la planata sulle onde

L'handplane è una piccola superficie di planata che si impugna con una mano, sollevando spalle e testa dall'acqua durante la scivolata. Questo strumento, apparentemente semplice, trasforma radicalmente l'esperienza: aumenta la velocità, prolunga la corsa sull'onda e permette manovre più controllate. Il modello Discovery di Decathlon rappresenta un ottimo punto di partenza per chi si avvicina alla disciplina, con forma ergonomica e materiali resistenti agli urti.

La tecnica corretta prevede di estendere il braccio con l'handplane verso la direzione di planata, mantenendo il corpo in posizione idrodinamica con le gambe che battono in modo coordinato. Gli atleti esperti riescono a eseguire bottom turn e cutback sfruttando la portanza generata dalla tavoletta palmare. Per sessioni prolungate in acque fredde, abbina l'attrezzatura a mute corte e shorty che garantiscono libertà di movimento.

Quali pinne scegliere per il bodysurf in base al livello

La scelta delle pinne dipende da tre fattori: livello tecnico, tipo di onda e conformazione del piede. Per i principianti, modelli con pala morbida e scarpetta confortevole riducono l'affaticamento muscolare e il rischio di crampi. Le Pinne Bodyboard 100 di Decathlon offrono un buon compromesso tra spinta e comfort, ideali per le prime sessioni. I rider intermedi possono orientarsi verso le RIP SF300 o le GT Fins, che garantiscono reattività superiore.

Gli atleti avanzati preferiscono pale rigide e profili asimmetrici come le POD PF3 EVO o le Sniper, progettate per massimizzare la velocità di ingresso in onda. La tecnologia delle pinne moderne include canali di drenaggio che riducono la resistenza idrodinamica e aumentano l'efficienza della battuta. Prima di acquistare, verifica la tabella taglie del produttore: una pinna troppo stretta causa vesciche, mentre una troppo larga compromette il controllo. Per proteggere i piedi durante gli spostamenti sulla sabbia, valuta un paio di infradito mare e spiaggia.

Bodysurf Decathlon: attrezzatura tecnica e accessori termici

L'assortimento dedicato a questa disciplina include pinne di brand specializzati come RIP, POD, Churchill e GT Boards, affiancati da prodotti a marchio proprio pensati per chi inizia. Le calze in neoprene da 3mm e 5mm di Sniper e Flood proteggono i piedi nelle sessioni invernali, quando la temperatura dell'acqua scende sotto i 15°C. La tecnologia Liquid Seal presente in alcuni modelli sigilla l'ingresso dell'acqua fredda, mantenendo il calore corporeo più a lungo.

Per le sessioni estive, completa il tuo kit con costumi mare dalla vestibilità sportiva e teli mare microfibra ad asciugatura rapida. Le palette cromatiche delle pinne in catalogo spaziano dal nero tecnico alle combinazioni ad alta visibilità come arancione-nero o giallo-blu, utili per essere individuati facilmente dai bagnini. Presso i negozi di surf Roma e i negozi di surf Milano puoi provare i prodotti e ricevere consulenza personalizzata.

Come prepararsi alla prima sessione di bodysurf in sicurezza

Prima di entrare in acqua, studia le condizioni: onde tra 0,5 e 1,5 metri con periodo regolare rappresentano l'ideale per iniziare. Evita fondali rocciosi e correnti laterali, preferendo spiagge con fondo sabbioso e canali di ritorno ben definiti. Un riscaldamento di 10 minuti attiva la muscolatura di spalle, core e gambe, riducendo il rischio di crampi durante la battuta. Le pinne vanno indossate in acqua bassa per non danneggiarle sulla sabbia.

La tecnica base prevede di nuotare verso la riva quando l'onda si avvicina, accelerando con battuta vigorosa nel momento in cui la parete inizia a sollevarsi. Mantieni un braccio avanti per direzionare la planata e il corpo rigido in posizione idrodinamica. Dopo ogni sessione, sciacqua pinne e handplane con acqua dolce per rimuovere sale e sabbia, prolungando la durata dei materiali. Conserva l'attrezzatura lontano dalla luce solare diretta per evitare degradazione della gomma e delle plastiche tecniche.